Lealtà verso gli elettori, il proprio partito e gli alleati/E’ lealtà verso se stessi

Qual è il valore più importante in politica

di Annabella Nucara

Con una frequenza direttamente proporzionale al loro incerto procedere nella società contemporanea, si sente sempre più spesso parlare di etica e di valori in via di estinzione, quali ad esempio la lealtà e la correttezza.

Strombazzare da più parti che "non ci sono più valori" non fa altro che reiterare l’imperante pressappochismo con cui si liquida l’attuale e universalmente decadente modo di vivere nella società. I valori non possono scomparire perché, per definizione letterale, "valgono". Si deve quindi fare la fatica di reindividuarli e posizionarli all’interno del nostro agire.

Sul concetto di lealtà si è espresso ogni grande filosofo che abbia affrontato la questione dell’etica. Già Platone sosteneva come solo l’uomo giusto potesse essere leale, e riteneva la lealtà una delle più antiche manifestazioni della filosofia. Interessante è la chiave con cui Kant affrontò la questione, prendendo le distanze da ogni empirismo. Nella sua visione, per l’etica non conta l’essere, cioè i fatti, bensì il dover essere, dettato dalla ragione. I fatti possono anche andare contro la ragione e quindi contro la morale, ma non tolgono niente alla validità degli imperativi morali. Può anche darsi, per assurdo, che nessun uomo sia mai stato leale in tutta la storia dell’umanità, ma la lealtà rimane ciononostante un altissimo valore morale di per sé.

Altro punto di partenza obbligato per una riflessione sul concetto di lealtà è la radice etimologica del termine, derivante dal latino legàlem. Prima ancora di essere sincerità, onestà, franchezza o qualunque sinonimo si associ alla parola, la lealtà è anzitutto una forma di legalità. E’, per chi la possiede, una sorta di idea innata: una naturale predisposizione a riconoscere il "giusto" modo d’agire, che ci "lega" appunto all’imperativo morale del fare bene, a beneficio della propria coscienza, da esercitarsi in unisono con il benessere di chi ci sta intorno, siano essi parenti, amici, colleghi….. o, persino, "nemici".

Una persona leale è una persona che obbedisce alle leggi dell’onore e della probità e quindi è una persona che mantiene le promesse ed è per natura incapace d’inganno e di tradimento.

Oltre che alla dimensione filosofica dell’etica, la lealtà è un valore e un’attitudine ascrivibile a diversi campi dell’agire umano: lo sport (il cosiddetto fair play), la psicoanalisi (per la quale rappresenta un comportamento etico suscitato dal Super-io), i vari codici professionali di deontologia.

In tutti i suddetti campi, la lealtà ha un significato univoco, inequivocabile e universalmente riconosciuto. Vi è tuttavia una particolare sfera dell’agire umano che a volte sembra voler fare resistenza all’univocità del concetto di lealtà, ed è proprio quella in cui lo stesso dovrebbe essere cardine portante: la politica.

Espressioni come "In politica tutto è permesso" lasciano intendere che, nel luogo comune, possa darsi una discrepanza tra lealtà individuale e lealtà politica. Ciò è in realtà un vero e proprio paradosso, per due motivi principali.

In primo luogo, perché il concetto di lealtà appartiene a quell’insieme di nozioni graniticamente prive di sfumature semantiche. Non si può essere "abbastanza" leali, né si può essere leali "all’occorrenza". Essere leali è come essere bruni o biondi, alti o bassi, maschi o femmine. O lo si è, o non lo si è. La lealtà (o il suo contrario) è un segno particolare che fa parte del bagaglio fisso delle nostre generalità.

In secondo luogo, la slealtà politica è necessariamente dettata da uno sbilanciamento tra l’interesse personale e l’interesse della collettività che si rappresenta, verso la quale bisogna mantenersi onesti e coerenti. Conseguentemente, un politico incapace di essere leale nei confronti di coloro che rappresenta, degli ideali di cui porta la bandiera, o semplicemente della parola data, non è degno di svolgere l’attività per la quale è stato designato.

E’ certamente vero che in politica gli interlocutori sono molteplici e le parole che si danno sono tante: ma il fine ultimo di un politico leale è proprio cercare un equilibrio tra la lealtà che deve ai propri elettori e compagni di partito, quella che deve agli alleati, e non da ultimo quella che deve a se stesso.

Per dirla con Luigi Pirandello: "La lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri".