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Reggio Città Metropolitana/Un importante convegno che si è svolto sabato scorso I problemi di una nuovissima realtà urbana di Francesco Nucara Intervento all'incontro organizzato dal Pri a Reggio Calabria, sabato 18 aprile, presso la sala Conferenze della Provincia, dedicato a "Reggio Città Metropolitana". Dopo l'entusiasmo per il riconoscimento di Reggio Calabria città metropolitana da parte della Camera dei Deputati, riconoscimento che certamente sarà confermato dal Senato, bisogna cominciare ad affrontare i problemi che nascono da una nuova, nuovissima realtà urbana. Lasciamo da parte le primogeniture su queste idee ed evitiamo, ora, polemiche inutili. In molti disquisiscono su un'area metropolitana dello Stretto che dovrebbe coinvolgere le città di Messina e Reggio Calabria. E' bene chiarire subito che Messina era già stata riconosciuta città metropolitana da parte della Regione Sicilia, regione a statuto speciale con sovranità sulla gestione del proprio territorio. Come abbiamo detto nel corso del dibattito, per poter realizzare questo disegno era necessaria una modifica costituzionale che sarebbe dovuta essere condivisa anche dalla Regione Sicilia. Il Ministro Calderoli intervenendo in proposito nel dibattito parlamentare è stato chiarissimo. Qualche esponente politico ci ha ricordato, attraverso un quotidiano, che il suo partito aveva già affrontato il problema nel 1985. Noi possiamo dire di averlo affrontato nel 1975, con uno studio elaborato insieme al prof. Umberto Di Martino, pubblicato sulla rivista "Città e Campagna" diretta da Francesco Compagna. Lasciamo da parte dunque queste sterili polemiche e lavoriamo per il futuro di questa Città Metropolitana. E' necessario evitare facili entusiasmi, precursori anche di facili illusioni e conseguenti delusioni. Si è posto il problema della quantità di popolazione che necessiterebbe per poter dichiarare Reggio Città Metropolitana. Sono concetti obsoleti. Certo la popolazione, quantitativamente, può essere uno dei parametri di valutazione. Ma sono altri gli indici che devono determinare la decisione per pervenire alla Città Metropolitana, il cui concetto è ben diverso da Metropoli. Noi pensiamo che la natura geografica di Reggio giustifichi una sua unità amministrativa che solo la Città Metropolitana le può dare, anche se ha meno abitanti del dovuto rispetto alle previsioni sulla dimensione demografica della Città Metropolitana. È utile ricordare che la "Città Metropolitana" è un ente amministrativo previsto dall'art. 114 della Costituzione della Repubblica italiana (dopo la riforma dell'Ordinamento della Repubblica del 2001, con la modifica del Titolo V della Costituzione), a cui sono attribuite le funzioni della Provincia e parte delle funzioni di interesse sovracomunale proprie dei singoli Comuni. Originariamente, l'Area Metropolitana di Reggio Calabria è stata individuata dal Progetto di legge 142/2006 della Regione Calabria con l'obiettivo di porre il territorio delle province di Reggio Calabria e Messina in un contesto di integrazione economica e sociale che potesse valorizzare le rispettive potenzialità, ma è solo con il recente disegno di legge sul federalismo fiscale che Reggio Calabria viene effettivamente inclusa nella lista delle "Città Metropolitane". L'emendamento che aggiunge Reggio Calabria alla prima lista delle Città Metropolitane è quindi un passo in avanti verso la creazione di un soggetto amministrativo che possiede tutte le caratteristiche proprie di un'area metropolitana, essendo un'agglomerazione urbana che per i vari servizi dipende dalla città centrale, Reggio Calabria, che si trova lungo un asse di collegamento di importanza strategica, anche alla luce del progetto del ponte sullo Stretto, e potrebbe determinare l'integrazione delle funzioni centrali e dei rapporti che si realizzano nell'ambito funzionale di Reggio e Messina. Il disegno di legge sul federalismo fiscale all'articolo 23, comma 3 spiega i criteri con cui determinare la perimetrazione delle Città Metropolitane. Tuttavia per quanto riguarda l'Area Metropolitana di Reggio Calabria la perimetrazione è stata preventivamente e provvisoriamente individuata dal comma 2 dell'Articolo 1 del disegno di Legge Regionale 142/2006 nel territorio della Provincia di Reggio Calabria, comprendente l'area tra i comuni di Bagnara Calabra e Melito di Porto Salvo inclusi. Questi territori, ed in particolare i comuni ricadenti nella Provincia di Reggio Calabria, sono caratterizzati da una situazione economica ed occupazionale difficile che presenta un mercato del lavoro saturo e livelli occupazionali insoddisfacenti. Segue a pag. 4 continua - Nel 2007 si osserva, infatti, un tasso di disoccupazione, che anche se in diminuzione rispetto al 2004 si attesta al 10,5%, e rimane comunque superiore di quasi due volte alla media nazionale (6,1%). Il reddito prodotto pro-capite è pari a circa 16.164 euro, valore notevolmente più basso del PIL per abitante registrato a livello nazionale (25.862 euro). La quota più rilevante del valore aggiunto della provincia deriva dal settore dei servizi. Importante è anche il contributo del settore primario, più che doppio rispetto alla media italiana. L'artigianato appare, viceversa, un comparto a bassa redditività, fornendo un apporto pari al 9,5%. Come detto precedentemente, è attualmente in lettura al Senato il disegno di legge sul federalismo fiscale (S. 1117-B), già votato alla Camera, che tra le molte innovazioni normative contiene la possibilità di istituire Città Metropolitana il comune di Reggio Calabria. Questo disegno di legge, tra le altre cose, prevede che una volta istituite, le Città Metropolitane si dovranno dotare di "consigli provvisori" composti dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal Presidente della Provincia, che non daranno diritto ad alcun emolumento (articolo 23, comma 6). Si stabilisce inoltre, che verrà successivamente varata una apposita legge per disciplinare le città metropolitane (articolo 23, comma 1) e in quelle la Provincia di riferimento dovrebbe cessare di esistere. Inoltre all'articolo 23, comma 6 del disegno di legge, punti d, ed e, si assicura alle Città Metropolitane una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente. Lo Stato potrà realizzare il progetto delle Città o Aree Metropolitane attraverso iniziative che riconoscano l'importanza di favorire: -una politica delle città attraverso un Fondo di capitale pubblico specializzato, -l'individuazione di assi prioritari, basandosi anche su quanto da tempo sottolineato dall'organizzazione internazionale OECD a proposito delle grandi agglomerazioni urbane, che generano un prodotto pro capite e una produttività più alti. In particolare, per l'avvio dell'istituzione della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dovrebbe essere redatto un Piano d'Azione che dia enfasi sia ai fattori di metropolizzazione immateriali che a quelli materiali e che, in divenire se si creeranno le condizioni, possa rappresentare un primo passo verso l'integrazione con l'Area Metropolitana dello Stretto. Le azioni da intraprendere nel breve termine dovranno essere volte in particolare allo sviluppo di fattori di metropolizzazione immateriali, mentre in una fase successiva potranno essere messe in atto azioni materiali che concretamente abbiano un impatto infrastrutturale ed urbanistico. Di seguito vengono indicate le sei macro-aree di attività su cui si dovranno concentrare gli sforzi nel breve e medio periodo (action plan): Visione Metropolitana. Anche dopo il riconoscimento a livello normativo della Città Metropolitana, permane la necessità di creare una coscienza culturale metropolitana nei fatti. La nuova Città Metropolitana, quindi, deve avere come primo obiettivo la formazione del proprio Capitale umano, con lo scopo di dotarsi di quadri amministrativi e dirigenti capaci di formulare una visione strategica e congiunta che permetta di superare i localismi. Relazioni tra gli Enti amministrativi. Organizzazione e coordinamento delle attività degli Enti amministrativi della Provincia di Reggio e di questi con gli Enti della Provincia di Messina attraverso accordi fattivi delle amministrazioni delle due sponde dello Stretto. Questo punto assume particolare rilevanza in questo momento, in considerazione dell'attuale crisi finanziaria ed economica che impone alle amministrazioni locali ed ai gestori dei servizi pubblici la ricerca di nuove sinergie, integrazioni e quindi maggiori efficienze. Organizzazione e Integrazione dei servizi strategici. Integrazione sinergica dei servizi strategici quali il sistema universitario, la ricerca, la sanità, la cultura oltre ovviamente ai servizi di trasporto. Nel breve termine è auspicabile dare precedenza all'organizzazione dei servizi per dare uno stimolo ai fattori di metropolizzazione con costi contenuti e tempi di gran lunga più brevi rispetto alla infrastrutturazione che evidentemente richiede tempi più lunghi e procedure più costose. Accordi con privati per pubblica utilità. L'avvio di operazioni con i privati e i fornitori di pubblica utilità per sviluppare nuovi servizi e per ricercare maggiore efficienza nei servizi già offerti. Piano Integrato dei Trasporti. Redazione di un piano congiunto e realisticamente realizzabile (cfr. articolo 23, comma 6, punto f del disegno di legge). Il piano dovrebbe puntare sulle seguenti aree: -una riorganizzazione dei trasporti tra le sponde dello Stretto, garantendo una reale continuità territoriale sulla base del trasporto pubblico locale e migliorando i servizi ai passeggeri (ad esempio attraverso la creazione di spazi commerciali lungo le zone d'imbarco e pensiline o sale per l'attesa); -l'implementazione dell'accessibilità aeroportuale che indirizzi gli sforzi economici e logistici a disposizione su un unico scalo, realizzando i collegamenti stradali e ferroviari da e per lo scalo, nonché ripristinando gli approdi marittimi dell'aeroporto, anche cambiando il sito della stazione aeroportuale dell'aeroporto dello Stretto; -l'implementazione di un servizio ferroviario celere e frequente nell'area delle attuali Province ed eventualmente la creazione di uno scalo ferroviario e portuale unico su entrambe le sponde dello stretto; -la creazione di un protocollo di intesa e di accordi commerciali specifici tra le Autorità Portuali delle province di Reggio Calabria e di Messina attraverso cui intercettare il flusso da Nord, quello da Sud e quello locale, quest'ultimo necessario alla continuità territoriale dei trasporti, condizione inderogabile per l'istituzione nel divenire di una integrata Area Metropolitana; -la creazione di una grande piattaforma logistica integrata attraverso l'implementazione e la eventuale creazione di nuovi porti, del ponte sullo stretto, di connessioni intermodali. Nel progettare e sviluppare il sistema integrato ed intermodale di trasporti ci si dovrebbe porre come obiettivo anche lo sviluppo degli scambi e delle relazioni commerciali che potranno beneficiare della presenza nel territorio dell'hub interportuale di Gioia Tauro e della futura realizzazione del ponte sullo Stretto. Grandi Opere. La realizzazione delle reti infrastrutturali e delle grandi opere e la promozione e valorizzazione di rapporti e scambi socio economici con i paesi dell'area del Mediterraneo, tematiche di particolare attualità in vista della costruzione di una zona di libero scambio del Mediterraneo a partire dal 2010, di cui dirò in seguito e, che per peso e dimensioni sarà tra le più grandi del mondo. Alcune possibili opere possono essere la realizzazione di un centro direzionale, di un nuovo stadio che abbia una capacità di circa 20 mila posti coperti, di un centro commerciale con un'area per il tempo libero. Gestione del Partenariato, costituisce la necessaria premessa per la gestione di un progetto strategico in grado di avvicinare ad un progetto condiviso i territori coinvolti. L'esperienza nelle grandi opere, che hanno interessato aree vaste in Italia, ha mostrato come il progetto di fattibilità vada costruito in un arco temporale di circa 1-2 anni con un coinvolgimento strutturato di tutti i principali attori del territorio: politici, istituzionali, sindacali, imprenditoriali e sociali. Questo approccio consente, da una parte, di guidare in modo corretto il necessario consenso popolare che una iniziativa di questo tipo deve ricevere; dall'altra parte consente di individuare un percorso di investimenti, di completamento e di sviluppo di nuove opere, in grado di leggere il territorio vasto in modo organico e coerente con le sue potenzialità complessive. Non ci fermiamo però alla sola determinazione di Reggio Città Metropolitana, come pensiero al ruolo che questa nuova realtà urbana può svolgere nel Mediterraneo. Con la dichiarazione di Barcellona del novembre 1995 si è fissato l'obiettivo di migliorare i rapporti tra Unione Europea e paesi mediterranei incentivando anche le relazioni Sud-Sud. Si creerebbe così il più grande mercato comune del Mondo che si estenderebbe dalla Scandinavia al Marocco già nel 2010, coinvolgendo 600-800 milioni di persone. Tra gli obiettivi di Barcellona c'era quello che a noi più interessa: fare dell'intera area mediterranea, entro il 2010, una zona di libero scambio per i prodotti agricoli, industriali e per servizi, favorendo la cooperazione nei settori strategici dell'energia, delle risorse idriche, dei trasporti e dell'ambiente; lo sviluppo del dialogo tra le varie culture e il potenziamento degli scambi a livello umano, scientifico e tecnologico. Forse l'Università Mediterranea avrebbe qualcosa da dire. E' probabile che nel 2010 non si raggiunga l'obiettivo prefissato. Dobbiamo giocare di anticipo attrezzandoci da subito per quel che sarà il futuro della nostra città e del suo hinterland. Come definire i confini fisici di questa nuova realtà? Non lo sappiamo. Bisogna studiare per inglobare realtà economiche, sociali e culturali in un unico disegno urbano, con la partecipazione di tutta la classe dirigente: politica, industriale, culturale, sociale ecc. Solo con una programmazione dal basso otterremo il consenso necessario a soluzioni rapide. Certo dispiace che il presidente della Regione non abbia speso una sola parola su questo evento. Sarebbe stato interessante avere anche un dissenso motivato o addirittura pensare ad altre realtà territoriali. Questo disinteresse, manifesto con il silenzio, potrebbe essere indicativo per una provincia che Loiero non considera parte del territorio da lui governato. Eppure trattasi di un evento che potrebbe cambiare radicalmente la realtà territoriale dell'intera Calabria. Noi abbiamo pensato ad una Città Metropolitana Lineare che vada da Melito Porto Salvo a Gioia Tauro, che con il suo porto sarà determinante rispetto agli scambi commerciali dell'Area Mediterranea. Politici e tecnici valuteranno se questa idea sarà realizzabile. E' arrivata l'ora che Reggio diventi una delle Città guida nel Mediterraneo. Tempo fa, nel presentare un libro di Giuseppe Valentino, Sindaco di Reggio nel post terremoto del 1908, l'attuale sindaco Scopelliti ebbe a dire che forse per quel sindaco – partecipe di un'immane tragedia – era stato più facile disegnare una città nuova di quanto non lo sia adesso. Sobbalzammo sulla sedia, ma al di là della tragicità degli eventi forse Scopelliti non aveva torto. La stessa occasione ora capita a lui come al Presidente della Provincia e ai i sindaci dei comuni che vorranno far parte di Reggio Città Metropolitana. A noi, a tutti noi, il compito di collaborare fattivamente. Secondo il grande pianificatore Patrick Geddes, "…decifrare le origini della città nel passato e chiarire i processi vitali nel presente sono indagini non solo legittime e affascinanti, ma anche indispensabili a ogni studioso di civiltà urbana qualunque sia il suo metodo…". E, concludo sempre con Geddes ("Città in evoluzione"): "In questo quadro ben reale, nuove armonie sociali possono fin d'ora e sempre di più essere composte, armoniose imprese, superiori perfino alle aspirazioni del passato e spinte fino alle punte più avanzate delle conquiste storiche, e anche oltre". |