Lazio: l'attività della Direzione regionale e delle organizzazioni locali/Le decisioni della Dn per la convocazione dei congressi e il parere della Commissione Statuto

La conferma di un ruolo e di un impegno

Il Segretario Regionale del Lazio, Giancarlo Camerucci, al termine della Direzione nazionale che si è tenuta lo scorso 12 ottobre a Roma, ha ribadito la necessità di pervenire quanto prima a un riassetto istituzionale definitivo degli organismi regionali da lui diretti. A proposito del rilascio delle deroghe sulla regolarizzazione del tesseramento ai fini della partecipazione ai congressi che interessano la Consociazione locale di Roma e l'Unione comunale (di cui si era discusso anche qualche giorno fa, a una riunione della Direzione Regionale del Lazio), Camerucci ha dichiarato che dopo una discussione ampia e articolata, la DN ha accolto la proposta del Segretario Nazionale, Francesco Nucara, di conferire alla Commissione Statuto l'incarico di riunirsi nel giro di una settimana per esprimere un parere in proposito.

Alla Direzione nazionale erano presenti anche altri dirigenti regionali del Lazio, che si sono poi soffermati a discutere col Segretario regionale del Lazio, per ribadirgli quanto emerso durante la discussione incentrata sulla situazione politica generale, con particolare riguardo alla legge elettorale.

Mauro Aparo, Loredana Pesoli, Ettore Saletti e Saverio Collura, tra gli altri, hanno ascoltato le osservazioni del senatore Del Pennino, il quale ha spiegato che la fluidificazione delle aggregazioni politiche consentita dalla legge proporzionale potrebbe risultare positiva per il Pri, ma alcuni risvolti tecnici rischiano di rendere molto difficile la vita del Partito: in particolare si tratta del vincolo a superare la soglia del 2 per cento dei voti alla Camera e del 3 per cento al Sanato. Lo sforzo veramente grande, ha osservato Del Pennino, risulterà dal dover raccogliere le firme per presentare il simbolo. Allo stato attuale dell'iter legislativo, ha detto il senatore repubblicano, un partito può essere esonerato dal raccogliere le firme o in forza di gruppi già rappresentati al Parlamento oppure qualora si alleasse con almeno due partiti che abbiano già l'esonero e avesse già eletto un proprio rappresentane sotto un identico simbolo al Parlamento Europeo.

A questo proposito, Aparo ha ribadito a Camerucci di essere del parere che vada privilegiata l'alleanza con Forza Italia rispetto a quella ipotetica con i Radicali o i Socialisti e che occorre fare il possibile perché il simbolo del Pri compaia; Loredana Pesoli ha confermato di ritenere criticabile il fatto che le liste siano bloccate, e che va richiamato il rispetto all'articolo 51 della Costituzione, che vincola alle pari opportunità nelle candidature politiche, mentre Saletti, da parte sua, gli ha ricordato che anche per le politiche del 2001 era stato difficile raccogliere le firme e trovare i candidati e che quindi, sarebbe meglio se si riuscisse ad evitare di dover raccogliere le firme, o facendo un accordo, magari a malincuore, in Forza Italia per tre, quattro o cinque candidati che poi, una volta in Parlamento, possano identificarsi come Repubblicani, o cercando un'alleanza con la Lega.

Saverio Collura, in rappresentanza della corrente minoritaria Riscossa Repubblicana, ha espresso a Camerucci l'opinione che se la legge venisse approvata finirebbe col penalizzare gravemente il Partito; con questa legge, ha osservato, non potremmo né andare da soli né eleggere parlamentari. Col maggioritario era possibile condurre una trattativa, ora invece, se Forza Italia teme di perdere voti, il suo sforzo andrà nella direzione di garantire l'elezione dei propri rappresentanti, penalizzando gli alleati minori. Sarebbe importante, ha concluso Collura, che ci si aggregasse su ideali forti e che le forze alleate restassero poi coerenti.

Sulla nuova legge elettorale, dopo la sua approvazione, e su altri temi relativi all'attività delle organizzazioni locali del Lazio se ne discuterà in apposite e specifiche riunioni.

Roma, 13 ottobre 2005