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Francesco Nucara in visita a New York/Da Dario Papa alla Mazzini Society Indissolubili i legami tra i repubblicani italiani e la democrazia degli Stati Uniti d'America di Francesco Nucara Ero partito per gli Stati Uniti d'America con la mia famiglia pensando di passare un breve periodo di vacanza durante le feste di fine anno. Una volta sul posto, il richiamo della politica mi ha travolto, ed ho cominciato con una telefonata a Maurizio Molinari, giovane - vecchio redattore de "La Voce Repubblicana". La mia vacanza si è così trasformata, a metà, in lavoro politico. Si è iniziato con il visitare la statua di Mazzini a Central Park. Non nascondo che sono
stato colto da profonda commozione nel vedere che quel monumento è
tenuto in maggiore considerazione di quanto non lo sia in Italia ed in particolare
a Genova, la sua città natale.
Come tutti sappiamo, Mazzini è stato l'ideologo delle guerre d'indipendenza italiane: il suo pensiero e le sue opere hanno contribuito in maniera fondamentale all'unità d'Italia ed alla Repubblica. Noi ci siamo liberati dai dominatori europei: spagnoli, austriaci, francesi, ecc.; ed anche gli americani, ancora prima che Mazzini nascesse, hanno combattuto per la loro indipendenza. Le loro teorie federaliste ante litteram le rileviamo nel pensiero di Carlo Cattaneo, uno dei grandi pensatori risorgimentali, la cui intuizione federalista ha trovato applicazione nel si stema dei poteri e dei contropoteri. "La libertà - scriveva Cattaneo - non deve piovere dai santi del cielo, ma scaturire dalle viscere dei popoli. Chi vuole altrimenti, è nemico della libertà". In questo scaturire dalle viscere del popolo sta l'essenza della democrazia americana. Negli Usa vige tutt'oggi il principio che la democrazia si attua - come diceva John Adams, "un governo di leggi e non di uomini" - con buona pace delle maggioranze parlamentari. Vorrei, però, ritornare ai legami tra la democrazia negli Usa e la democrazia repubblicana. Uno dei fondatori del Partito Repubblicano Italiano, Dario Papa, verso la fine dell'800, in un suo saggio, rafforzò la sua convinzione di federalismo democratico trasferendola poi dentro il dna del Partito Repubblicano, in seguito ad un'esperienza proprio a New York. Egli esalta la vittoria di Lincoln sui secessionisti del Sud. E come non ricordare l'amicizia tra Lincoln ed il padre di tutti i repubblicani italiani, Giuseppe Mazzini; e il fatto che lo stesso Lincoln avrebbe voluto affidare il comando dei soldati nordisti a Giuseppe Garibaldi? Queste sono le premesse che portano generazioni di Repubblicani a stringere un legame profondo con la democrazia americana. Sulle basi di questi profondi legami nacque a New York la leggendaria Mazzini Society. Fu qui che gente come Carlo Sforza e Randolfo Pacciardi, assieme ad altri italiani, decisero di battersi a fianco degli alleati, che per loro erano gli Stati Uniti e non la Germania nazista. Dalla collaborazione con gli Usa, dal piano Marshall al Patto Atlantico è partita la rinascita dell'Italia, di quell'Italia seppellita sotto le macerie della dittatura nazifascista. Ho sottoposto queste mie riflessioni alle personalità che ho avuto modo di incontrare. Mi riferisco soprattutto alla comunità italo-americana, dalla Neaf alla Columbus Foundation. Alcuni di loro sono emigranti di terza generazione, con scarsa possibilità di interloquire in italiano; e comunque "sono" italiani a tutti gli effetti, come il presidente della Columbus, Louis Tallarini. Sono stati questi i primi contatti. Altri - non so se più importanti o meno - ce ne sarebbero stati se il periodo festivo non avesse portato in vacanza molte personalità del mondo politico americano. Questo è stato solo l'inizio di un percorso, che probabilmente proseguiremo a marzo con una delegazione ufficiale del Pri. |