La grande forza dell'Edera

Mobilitazione degli elettori repubblicani, malgrado la pioggia

Diluvia su Reggio Calabria. Da due giorni si abbatte un temporale dietro l'altro: fa un certo effetto in questo periodo dell'anno ritrovarsi in pieno inverno. Più preoccupati degli abitanti sono gli organizzatori della campagna elettorale, che concentrano i loro sforzi per riunire i cittadini nei comizi da una parte all'altra della città.

Bertinotti, che doveva parlare a Piazza Duomo, sta cercando disperatamente un cinema. Veltroni rimarrà chiuso in albergo. Ma anche chi, come il Pri reggino, prudentemente aveva pensato da subito ad una sala coperta, come quella dell'Excelsior, per radunare i repubblicani della città ed invitarli al voto per le liste del Pdl, non poteva stare tranquillo. Tutta quest'acqua blocca la città e può avere una ricaduta grave sulla riuscita della manifestazione. Timori presto scongiurati. Il cuore dei repubblicani reggini non si arresta per le intemperie.

Ne è molto soddisfatto il segretario provinciale Pino Nicolò che reduce, il giorno prima, con il segretario nazionale del partito Francesco Nucara, dalla manifestazione dei candidati del Pdl, può constatare che l'affluenza repubblicana supera da sola quella di Forza Italia e di An messe insieme. Un riconoscimento alla mobilitazione degli iscritti e degli elettori del Pri viene dal sindaco Scopelliti che non ha mancato di portare un contributo ad una forza che da anni si è dimostrata fondamentale in giunta. E quando Scopelliti ricorda il ruolo importante svolto dall'amico vicesindaco Gianni Rizzica, dalla sala parte un applauso intenso e caloroso. Scopelliti con i repubblicani ha instaurato un filo solido, rafforzato anche dal fatto di vivere il successo elettorale ottenuto nella città in contrapposizione alle sorti della regione affidate al centrosinistra e a Loiero. Il bilancio del governo di quest'ultimo è stato talmente negativo che si aspettano con ansia le elezioni nazionali. Da queste serve un segnale netto anche per gli equilibri regionali.

E la prima preoccupazione è sul fronte della sicurezza. Terzo delitto nel crotonese in pochi giorni. Un bilancio drammatico che né il governo Prodi né l'amministrazione Loiero sono parsi in grado di prevenire o contrastare. L'emergenza dell'ordine pubblico è tornata tragicamente attuale nella regione. Mentre Reggio vive una condizione di maggiore tranquillità. Ma ora c'è voglia di riscatto. Il governo nazionale diventa la prima priorità.

Per il segretario del Pri Francesco Nucara "è solo questione di giorni". Lo spiega con convinzione agli amici che hanno sostenuto il partito in tanti anni di battaglia politica. "I nostri voti saranno determinanti sia per la vittoria alla Camera che per quella al Senato". Del resto Nucara ricorda che fu così anche nelle regionali nel 2000 quando, in controtendenza con la linea nazionale del partito, il Pri calabrese si schierò dalla parte di Chiaravalloti. Fu una scelta anticipatrice della svolta compiuta a Bari. Nucara ed il Pri calabrese ne furono precursori: "Dov'è lo scandalo per un repubblicano?", chiede Nucara alla platea. "Essere alleati con Fini, che si è recato al Muro del pianto di Gerusalemme con la kippah in testa, o con Diliberto, che brucia le bandiere americane ed israeliane nelle piazze?". Nucara a proposito non ha mai avuto dubbi. La nostra esperienza nel centrosinistra fu disastrosa, il contributo nel governo Berlusconi complessivamente positivo, per quanto potessero esserci divergenze e differenze su singoli problemi. Non certo sull'importanza data da quel governo al Mezzogiorno ed alla Calabria.

"Basta pensare - ricorda Nucara - come fu colta e realizzata la proposta repubblicana di un ministero per il sud". E ora il Pri ha una nuova proposta da portare all'attenzione del futuro governo: "Chiediamo - sottolinea Nucara - l'istituzione di una Banca del Sud che aiuti i giovani imprenditori ad avviare le loro attività con accesso al credito facilitato".

Il Pri non farà venire meno il suo contributo autonomo ed indipendente al futuro governo. "L'ho detto a Berlusconi che noi non ci sciogliamo; noi siamo alleati perché condividiamo una comune impostazione programmatica per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno e dell'Italia. Berlusconi vuole fortissimamente il Ponte sullo Stretto? Bene, anche io sono convinto della bontà di questa operazione. Ma prima bisogna costruire un serio piano infrastrutturale. Penso all'A3 e ai suoi cantieri, alla ferrovia Jonica". Puntiglio e orgoglio, insomma, indipendentemente da un sistema elettorale e da decisioni politiche che non consentono al Pri di far garrire le bandiere dell'Edera. Qualche rimpianto? "I sistemi elettorali passano", dice ancora Nucara, che non rinuncia al capannello con i repubblicani di lungo corso alla fine della manifestazione. "L'Edera non passa mai. Pensate che c'è un sampietrino a Piazza San Pietro con il simbolo dell'Edera impresso sopra. E' del tempo della Repubblica Romana ed è ancora lì".