L'offerta di Air France

Proposta indecente, lo dice il mercato

di Gianfranco Polillo

L'appello di Silvio Berlusconi agli imprenditori italiani per Alitalia ha acceso i riflettori su una vicenda che sembrava dimenticata: i lunghi mesi di trattativa che hanno preceduto la scelta di Air France KLM. Procedura insolita. Che ricorda il pericoloso precedente della vendita della SME. Anche allora Romano Prodi cercò di cedere l'azienda, ad un prezzo irrisorio, ad un imprenditore amico. Poi il progetto fallì grazie all'improvvisa apparizione, su input di Bettino Craxi, di una nuova cordata. Le analogie sono evidenti. Come allora, si è tentato di non far ricorso ad una procedura pubblica di gara, ma solo ad una trattativa privata, dopo aver sgombrato il campo dai possibili concorrenti. Ed i risultati sono simili.

Un'offerta inaccettabile. Un piano industriale che prefigura uno "spezzatino". Un prezzo da saldo di fine stagione, accompagnato dal diktat: "prendere o lasciare". E sullo sfondo, dopo mesi e mesi perduti non si sa bene a discutere di che, lo spettro del fallimento: l'argomento utilizzato dalla sinistra per chiedere di concludere l'affaire nel giro di 48 ore. A sostegno di quest'ultima tesi sono scesi in campo tutti i "mercatisti". Non c'è più tempo – si sente ripetere – bisogna vendere. E poco importa se Confindustria, da un lato, e sindacati dall'altro, rimasti con un pugno di mosche, non nascondano la loro più decisa opposizione. L'importante è che Berlusconi venga additato come colui che, per fini elettorali, gioca con la pelle della gente, ignorando la realtà economica del Paese.

Ma è così? Se si crede nel mercato, come sostengono le belle anime del liberismo scolastico, è al mercato che bisogna andare per avere un giusto responso. Guardiamo le quotazioni del titolo dallo scorso aprile ad oggi. Nell'anno il valore di un'azione è oscillato tra un minimo di 65 centesimi ad un massimo di 90. Il controvalore dell'offerta Air France è, invece, di 9,9 centesimi: sei, sette volte meno. Sbaglia quindi la borsa nelle sue valutazioni? E' anche possibile. In effetti negli ultimi 15 giorni il titolo è precipitato. Ma quali ne sono state le cause? Forse l'impressione che ormai non c'era più niente da fare. Sta di fatto che subito dopo l'offerta siamo ritornati a 35 centesimi: quanto la stessa Air France aveva offerto solo tre mesi fa.

L'iniziativa di Silvio Berlusconi va letta alla luce di questi avvenimenti. Non sappiamo se sarà possibile organizzare una nuova cordata di imprenditori italiani. Quello che invece appare evidente è che se Air France vuol compare Alitalia deve modificare una proposta che, a giudizio del mercato, appare indecente.