La Malfa: ma Prodi reggerebbe alla fiducia?

Informativa urgente del Governo sulla situazione determinatasi a seguito della vicenda delle dimissioni del Ministro della Giustizia, giovedì 17 gennaio 2008: intervento di Giorgio La Malfa.

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, il suo Governo è nato nella primavera del 2006: è passato più di un anno e mezzo. Sono stati diciotto-venti mesi di travagli enormi, non solo per la risicata maggioranza di cui dispone al Senato, ma soprattutto per le divisioni evidenti nella sua coalizione: diversità di visione in politica estera profonde, diversità di visione di politica economica profondissime, diversità di visione sui temi etico-sociali. È una condizione di debolezza che ha pesato e pesa sulla situazione del Paese.

Parlo a nome di una forza politica che è collocata all'opposizione, ma che certo non gode dello sfascio del Paese, né lo alimenta, ma ha un linguaggio che credo possa essere apprezzato, di riflessione. Le condizioni, signor Presidente Prodi, le consentono di andare avanti? Ci sono le condizioni? Si tratta di una crisi che va aggravandosi. Dopo mesi di difficoltà la più grande città del Mezzogiorno è ingovernata e ingovernabile. Le condizioni dell'ordine pubblico sono tali che il Governo non è in grado di assicurare al Vaticano la sicurezza nel momento in cui il Papa va a parlare in una università, non per le obiezioni legittime e giustificate di professori che hanno un'opinione diversa da quella del Capo della Chiesa cattolica. Il Governo non è capace di assicurare le condizioni di agibilità della maggiore università italiana. E oggi c'è la crisi del Ministro della giustizia.

Mi sono domandato e le domando, signor Presidente del Consiglio: lei oggi non riferisce sulle vicende delle dimissioni del Ministro, ma riferisce sull'interim, mentre questo dibattito dovrebbe essere concluso da un voto di fiducia.

La domanda che le pongo è la seguente: lei è nelle condizioni di prendere la fiducia nel momento in cui uno dei partiti che la sostengono, il partito dell'onorevole Di Pietro, attacca con veemenza il partito dell'onorevole Mastella? Lei ha la fiducia della sua maggioranza? Io non lo credo ed è per questo motivo che lei conclude il dibattito senza un voto di fiducia, con un'informativa al Parlamento. Può bastare all'Italia?

Ci sono dei momenti, onorevole Prodi, in cui lasciare il Governo non è un atto di debolezza, ma un atto di responsabilità nazionale. Se lei avesse questa forza e questo senso di responsabilità nazionale, la storia gliene sarebbe grata, piuttosto che tirare avanti in questa condizione che danneggia, con il suo proseguire, la vita del nostro Paese.