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Recupero dei "debiti": l'ultimo intervento di Fioroni/Una decisione che appare un gesto tardivo e parziale nella scuola di oggi Ordinanza che deve essere sospesa L'Ufficio Scuola del Partito Repubblicano Italiano ha esaminato la grave situazione venutasi a creare nelle scuole secondarie superiori, a seguito delle recenti disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione sul recupero dei cosiddetti "debiti formativi", da effettuarsi prima dell'inizio del prossimo anno scolastico, attraverso un apposito esame, previa la partecipazione degli studenti in debito a corsi di recupero di almeno 15 ore di durata, da effettuarsi entro il mese di luglio di quest'anno. L'Ufficio Scuola del PRI ritiene che l'intervento del Ministro Fioroni, a fronte di una reale condizione di disagio della scuola italiana, si configuri come tardivo, parziale, inefficace e velleitario. Esso non è stato concordato né con i sindacati né con gli organismi rappresentativi del mondo della scuola ed è frutto di un'improvvisazione volta a rispondere in maniera affrettata a gravi carenze dell'intero sistema scolastico italiano, maturate negli anni. Ciò è dimostrato anche dalla scarsità dei fondi messi a disposizione per l'attivazione dei corsi di sostegno (da svolgere durante l'anno scolastico) e di recupero (da svolgere in estate). Lo scopo apparente è quello di riparare alle carenze degli studenti, ma in realtà l'inevitabile affollamento di tali corsi, la loro scarsa efficacia e la concomitanza di gran parte di essi con l'ordinaria attività scolastica finiranno con l'abbassare ulteriormente il livello formativo di una scuola che di per sé non favorisce il confronto e la programmazione dell'offerta educativa. Non vi è nell'ordinanza, sottolinea ancora l'Ufficio Scuola del PRI, nessuna valida analisi delle carenze riscontrate fra gli studenti, che in molti casi risalgono agli anni scolastici precedenti all'ingresso nella secondaria superiore. In effetti negli ultimi anni si è rivelato impossibile il raccordo fra gli obiettivi e le finalità educative dei diversi livelli scolastici, e questa ordinanza ne è la pratica dimostrazione. Le modalità di attuazione previste dall'ordinanza rischiano oltretutto di avere effetti indesiderati, quali bocciature generalizzate o sanatorie indiscriminate, senza modificare le ingiustizie già esistenti nel sistema dei debiti e dei crediti scolastici, che ingiustamente penalizza gli studenti che conseguono risultati uniformemente positivi, senza maturare debiti nel corso dell'anno. Tutto questo ricade su una scuola che ha aumentato il numero degli studenti per classe e ha tagliato organici e risorse. L'Ufficio Scuola del PRI, pertanto, chiede la sospensione dell'ordinanza, oggetto di proteste e di mobilitazione di vasti settori della scuola, e ritiene giunto il momento di una seria riflessione collettiva sulle finalità dell'intero sistema scolastico italiano, sulle sue gravi carenze e sulle ingiustizie di cui è permeato, a cominciare dal peso che si scarica sulle spalle della categoria dei docenti, chiamati all'applicazione di ordinanze prive di un progetto educativo coerente, per proseguire con la mancanza di prospettive riservata agli studenti, mantenuti per anni e anni in un'area di parcheggio che non dà garanzie né per la loro crescita culturale, né per il loro ingresso nel mondo del lavoro: ne è la concreta dimostrazione il numero assai elevato di insufficienze riscontrate nel primo quadrimestre, nelle prime classi di indirizzo e più in generale negli istituti tecnici e professionali, secondo i dati riscontrati dallo stesso Ministero della Pubblica Istruzione. L'Ufficio Scuola del PRI, infine, invita tutti gli operatori della scuola, a cominciare dal Ministero, ad esaminare quanto prima le ragioni (formative, sociali e culturali) delle difficoltà riscontrate dagli studenti nei loro processi di apprendimento, come indispensabile premessa ad una urgente riforma dell'intero sistema educativo italiano. Ufficio Scuola del Pri |