Giorgio La Malfa sulla informativa urgente del governo dedicata al caso Speciale

Se si rischia il caos istituzionale

Informativa urgente del Governo sul caso del generale Roberto Speciale, sabato 15 dicembre 2007.

di Giorgio La Malfa

Signor Presidente, svolgo tre brevissime considerazioni. In primo luogo, mi rivolgo a lei, signor Presidente: quando il Governo, richiesto dal Parlamento (e da lei per conto del Parlamento) di rendere un'informativa, non è nelle condizioni di farlo, deve comunicare che non è nelle condizioni di farlo e presentarsi quando lo è. Infatti, se non è nelle condizioni di farlo, questo è un elemento di giudizio politico sul Governo. Il Governo non può affermare che non è nelle condizioni di rendere l'informativa, ma che almeno è presente. Questa è la prima osservazione. La pregherei dunque, signor Presidente - non so se ciò sia tecnicamente possibile - di sospendere lo svolgimento dell'informativa e di convocare il Governo quando esso, con suo comodo, avrà studiato gli elementi.

In secondo luogo, quando il Governo riceve una bocciatura dalla magistratura, se ritiene di aver adottato un buon provvedimento, non ha dubbi o esitazioni a ricorrere alla magistratura superiore. Se, dunque, il Governo avesse avuto le carte in regola, mi sarei aspettato che esso dichiarasse di aver già provveduto a depositare ricorso presso il Consiglio di Stato. Se non lo avete fatto, è perché siete divisi e sapete di aver commesso uno o più errori e di non avere, quindi, le carte in regola per un ricorso: perché chi ha la coscienza a posto, fa ricorso. Voi dite, invece, che dovete pensarci.

Certamente dovete pensarci: e sapete perché? Perché, onorevoli colleghi, avete fatto una cosa gravissima.

I colleghi della maggioranza - e giungo così alla terza osservazione - utilizzano infatti con leggerezza (mi si consenta di dirlo) il termine fiducia: il capo della Guardia di Finanza, signor Ministro, non si sceglie in base ad un rapporto di fiducia con l'Esecutivo! Non siamo nel regime di Pinochet: il capo della Guardia di finanza, il capo dei Carabinieri, il capo dell'Esercito, si scelgono perché, al termine di un'onorata carriera, sono nelle condizioni di svolgere il loro mestiere. Non debbono essere i vostri servitori: è questo il problema che voi dovete affrontare! Non esiste alcun rapporto di fiducia, dunque, e nell'affermare il contrario, onorevoli colleghi, fate fare un passo indietro molto grave alle istituzioni del nostro Paese.