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Intervista a Giacomo Bezzi/Il Partito Autonomista Trentino Tirolese per la prima volta in Parlamento La Stella Alpina non si è legata a Prodi per sempre di Riccardo Bruno Non tutti sanno che c'è un piccolo partito con quasi cinquanta anni di storia che per la prima volta è rappresentato in Parlamento: Il Partito Autonomista Trentino Tirolese, fondato nel 1948, ed il suo deputato è Giacomo Bezzi, già presidente del Consiglio Regionale del Trentino. Bezzi, forte di questa esperienza, non si fa intimidire dalla sua nuova veste a Montecitorio e tantomeno si preoccupa della presunta solitudine politica. Onorevole Bezzi, non è che anche lei sotto sotto punta all'ingresso nel Partito democratico? Proprio per niente. Noi con il partito democratico non c'entriamo. Noi abbiamo per simbolo le stelle alpine. I simboli sono importanti nella vita politica e non ci rinunceremo. Siamo dei proporzionalisti convinti e non ci sarà referendum che ci farà cambiare idea. Certo, se poi riusciamo ad avere un interlocutore unico del centrosinistra, a Roma come a Tento, tanto di guadagnato, ma noi non mettiamo in discussione la nostra storia. E ce la racconti allora questa vostra storia. Una storia di battaglie condotte per le genti del Trentino, per risolvere i loro problemi, per aiutarli a crescere culturalmente e assicurare il loro benessere. Oddio, non è che allora la sinistra italiana sia proprio un punto di riferimento obbligato a proposito. Guardi, noi siamo lontani anni luce da forze politiche come Rifondazione comunista o il Pdci. Ha scritto? Anni luce. D'altra parte in Trentino sono piuttosto insignificanti. A livello nazionale se ne potrebbe discutere, però. Sì, ed infatti abbiamo qualche problema, ma il nostro interlocutore è Prodi e lui ci deve garantire. E vi garantisce? La legislatura è appena iniziata, il bilancio lo faremo alla sua conclusione. Vabbè ma una idea intanto l'avrà di come stanno andando le cose. Non benissimo: abbiamo cominciato che volevano approvare una leggina per garantire la pensione anche ai sottosegretari che si sono dimessi da parlamentari. Io una legge così non l'avrei votata. Ma la Finanziaria sì. Anche sulla Finanziaria abbiamo avuto delle riserve, soprattutto perché ha creato troppo disagio nei ceti sociali che ci sono di riferimento, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i liberi professionisti delle valli. Facciamo così: mi dica cosa le va bene dell'azione del governo. E' giusta la politica estera. Abbiamo detto sì all'ampliamento della base Usa di Vicenza, sosteniamo i nostri militari in Afghanistan, ma diamo il senso agli americani che siamo degli interlocutori con cui discutere. E' giusto che rispettiamo gli accordi internazionali, e lo facciamo, ma le modalità si vedono con gli abitanti sul luogo, o con le nostre esigenze nazionali. Guardi anche il problema della Tav. Noi siamo per farla ovviamente, ma vogliamo il parere delle comunità locali per decidere dove deve passare. Insomma, mica andrà anche lei sabato prossimo a manifestare contro l'ampliamento della base? Non ci penso proprio e considero un errore farlo. Ma i cittadini di Vicenza avranno pur diritto di far sapere se la base la vogliono in un posto piuttosto che in un altro, e come ovviare ai problemi che un ampliamento può comportare. Ed il governo dovrà preoccuparsi di risolverli. Non vorrei essere pessimista, ma forse qualche difficoltà in prospettiva ce l'avrete. Vedremo. A noi interessa capire se si saprà garantire lo sviluppo delle valli, dire no al voto agli immigrati. Del resto la nostra collocazione nel centrosinistra non è scontata. Noi siamo un partito territoriale, né di destra né di sinistra, lontani da ogni ideologismo ed interessati a soluzioni pragmatiche che valutiamo di volta in volta. Infatti nel 2001 eravate con la Casa delle libertà. E Berlusconi ci ha deluso. Lui si preoccupa solo della Lega e non comprende che l'istanza federalista in molte Regioni del Nord ha invece tanti interlocutori ed in particolare proprio sul Trentino ci ha tagliato fuori. Un bell'errore! Gravissimo, perché con i miei 17 mila voti, portati dall'altra parte, avrebbe vinto le elezioni. E tenga presente che non è stato facile convincere il mio elettorato di votare per questa coalizione. Però ci è riuscito. Si, ma il centrosinistra farebbe bene a non dare niente per scontato, anche se devo dare atto che questa maggioranza si è mostrata più sensibile alle nostre istanze rispetto a Berlusconi. La responsabilità è della Lega. Non è che la sua è una rivalità con Bossi? Per carità. La Lega fa tante chiacchiere, noi si pensa ai fatti, e poi il tema della secessione non ci tocca per niente. Abbiamo l'autonomia dai tempi di De Gasperi e ce la teniamo stretta, magari serve qualche accorgimento. Mi dica sinceramente: il Trentino cattolico, come si trova con i Dico? Io sono favorevole ad agevolare determinate questioni che concernono le coppie di fatto. Ma mi pare che vi sia stato un eccesso di strumentalizzazione ideologica della questione che francamente è divenuta insopportabile. Finisce che mi asterrò. Non è che è incline ad ascoltare i richiami di monsignor Ruini? No, solo quelli del buon senso. Senta, a proposito di buon senso, con i repubblicani nel gruppo misto avete ragione di collaborare? Io ascolto sempre volentieri gli interventi in aula di Giorgio La Malfa e mi ci riconosco spesso. Ho un buon rapporto con Francesco Nucara, concretamente insieme non abbiamo mai fatto niente, ma non lo escludo. Magari sulle questioni economiche. Beh su quelle noi del Trentino sappiamo il fatto nostro e la mia idea è che per un buon governo dell'economia questa maggioranza è troppo divisa e fragile. Vedrei volentieri un coinvolgimento dell'opposizione per ridurre il deficit pubblico. Chissà che un domani non ci si convinca di questo. Ma alla fine a Roma come si trova? Mi venga trovare su da me a San Vigilio! Ho invitato anche La Malfa. Un'altra aria. |