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Nucara a "La Discussione": il Pd è ambiguo sulla politica estera/L'esecutivo Berlusconi si è sempre schierato con nettezza su posizioni filo-occidentali Il quadro internazionale richiede un cambio di rotta Intervista a Francesco Nucara pubblicata su "La Discussione" del 13 marzo 2008. Se una tematica di primo piano come la politica estera resta defilata rispetto al dibattito della campagna elettorale, vale la pena di domandarsi il perché. Silvio Berlusconi e Walter Weltroni si trovavano in una posizione soggettiva diversa rispetto al problema: il Cavaliere, nel corso delle precedenti legislature, ha avuto ampia facoltà di dimostrare all'opinione pubblica quale fosse il suo punto di vista sullo scacchiere internazionale. Al contrario dell'ex sindaco di Roma, che al Campidoglio, pur avendo espresso a più riprese i suoi valori di riferimento, non ha mai potuto fornire una prova fattiva delle sue inclinazioni in politica estera. Una discriminante sulla quale anche Francesco Nucara, segretario del Partito Repubblicano Italiano, si è soffermato a riflettere: "Credo che la politica estera rappresenti la carta d'identità di un Paese" ha spiegato Nucara alla "Discussione". "Il problema è che mentre le posizioni del Popolo della Libertà sul quadro internazionale sono trasparenti, quelle del Partito democratico, benché appaiano più esplicite di quelle espresse dal Governo Prodi, andrebbero chiarite meglio". Non a caso molti si chiedono chi potrebbero proporre come Ministro degli Esteri … Se si trattasse di Massimo D'Alema, rappresenterebbe un segnale negativo di continuità con il passato. Lui rimarrà sempre il Ministro che si è fatto una passeggiata sulla spianata con il Ministro di Hezbollah. Certo, il Pd si è liberato dell'ala comunista dell'ex Unione, che sosteneva una politica estera filo araba e anti americana, dalla base di Vicenza a Via dei Fori imperiali…. Crede che questa novità possa bastare per segnare una svolta? Si può pensare che nella legislatura precedente D'Alema dovesse tenere conto dei suoi alleati. Oggi questo problema potrebbe non esserci più, adesso dovrebbe assumersi tutte le responsabilità delle sue scelte. Ma ovviamente tutti ci auguriamo che a fare la politica estera sarà qualcuno del PdL. A suo parere l'esclusione dal Pd di esponenti politici come Peppino Caldarola ed Umberto Ranieri potrebbe rappresentare un segnale negativo? No, lo vedo più come un problema di " bottega". Capisco l'allarme della comunità ebraica per la loro estromissione, perché per loro erano indubbiamente degli amici, ma non credo che ci sia da allarmarsi. Ormai la stragrande maggioranza delle forze politiche sono orientate verso il collegamento con il mondo occidentale. Il fulcro della vicenda politica internazionale è il Medio Oriente. Israele, gli Stati arabi, il petrolio, le fonti energetiche: sono questi i protagonisti della scena in questo secolo: l'Italia deve attrezzarsi per fare la sua parte. C'è da aspettarsi un nuovo corso alla Farnesina? Vede, noi non siamo poi così indipendenti in politica estera: abbiamo un problema energetico tale che non possiamo permetterci di "litigare" con gli arabi. Anche perchè i problemi economici che ci ritroveremo ad affrontare fra poco tempo saranno già grandi. Sicuramente avremmo dovuto agire con maggiore attenzione per quanto riguarda lo sviluppo e l'utilizzo delle fonti energetiche alternative agli idrocarburi. |