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Le Case Repubblicane Dai "cameroni" a una vera e solida struttura politica "Le Case Repubblicane di Romagna", di Luisa Babini, è un bel pamphlet che tutti i repubblicani dovrebbero conservare nella loro biblioteca. Un libro da "leggere" e da "vedere", come ha detto il consigliere provinciale di Forlì-Cesena, Giovanni Lucchi, durante la presentazione organizzata a Cesena sabato scorso. Il libro, che non è in vendita ma viene distribuito gratuitamente, confidando su offerte volontarie, propone, attraverso la rivisitazione di queste case, uno spaccato di storia repubblicana romagnola. Ma anche italiana. Queste case che Luisa Babini chiama "cameracce" e che Spadolini cercava di ingentilire, chiamandole "cameroni", nascono prima ancora dello stesso Partito repubblicano. Sorgono con l'associazionismo politico - sindacale prima ancora che economico. E non è un caso se la maggior parte di esse viene "intestata" a Giuseppe Mazzini. Le "cameracce", come ha sostenuto Mario Guidazzi durante la presentazione, erano i primi luoghi d'incontro di contadini, operai, artigiani che si riunivano in questi stanzoni quadrati per dibattere dei loro problemi, cercando di trovare una linea comune nella contestazione ai "sabaudi" e alla Chiesa. Non si trovavano allora tra i repubblicani sostenitori della Chiesa. Oggi troviamo tra i dirigenti repubblicani chi sostiene invece che non bisogna "importunare" il cardinal Bertone con la storia dell'Ici. Il mondo che si evolve. Le belle fotografie che troviamo in questa pubblicazione ci restituiscono, anche plasticamente, quella che era l'architettura popolare dei repubblicani romagnoli. Tra le mura dei "cameroni", poi trasformatisi in vere e proprie strutture politiche, culturali, cooperativistiche, noi troviamo anche le tracce di piccole sculture che danno il significato della libertà come elemento emancipatore dell'uomo (vedasi S. Pietro in Vincoli o anche il circolo Mazzini di Forlì). Un bel documento, più che un saggio vero e proprio, quello di Luisa Babini che, come abbiamo detto, merita di stare nella biblioteca di ogni buon repubblicano. Alla bellezza fotografica va aggiunto lo sforzo di realizzare una scheda per ogni personaggio, cui sono state dedicate le "cameracce", e in più i percorsi per chi volesse visitare a piedi, in bicicletta o in auto tutte le case repubblicane. Anche nei percorsi viari si possono trovare elementi di storia repubblicana, come si trovano nei personaggi cui sono dedicati i circoli. Un ringraziamento, dunque, alla cara Luisa che ci ha fatto rivivere la lunga traversata "nel deserto" del popolo repubblicano. |